Che cos’è il Forex?

forex

Se fino a qualche anno fa, la compravendita nei mercati azionari e valutari, era riservata agli esperti del settore e si doveva necessariamente passare attraverso una banca o un promotore finanziario, oggi chiunque disponga di una connessione internet e di un capitale, anche modesto, da investire, può operare in piena autonomia grazie al Trading online.

Come funziona? In buona sostanza si sceglie una società d’intermediazione, anche detta azienda di brokeraggio (broker) che dopo aver verificato l’identità del cliente, gli apre un conto reale, fornendogli una piattaforma elettronica in grado di collegarsi ai mercati.

Il trader opererà da casa con il suo pc, o in qualsiasi altro luogo, grazie alle moderne tecnologie e al supporto per smartphone e tablet, valutando le migliori opportunità operative ed entrando a mercato quando lo riterrà più opportuno.

Nell’universo del Trading online troviamo un mercato che negli ultimi anni sta attirando l’attenzione di molti operatori. Ovviamente stiamo parlando del Forex, abbreviazione di Foreign Exchange Market; il mercato delle valute. Cerchiamo di capire come funziona e il perché molti si sono spostati dall’azionario al valutario.

Gli strumenti negoziabili nel Forex sono i tassi di cambio: abbiamo il dollaro rapportato con le altre principali valute, come ovviamente l’euro, la sterlina, il franco svizzero, lo yen, il dollaro canadese e le valute delle nazioni oceaniche, Australia e Nuova Zelanda. I tassi di cambio sono indicati con i simboli delle monete, ad esempio l’euro-dollaro è rappresentato da questa stringa: EUR/USD. Come possiamo notare abbiamo una valuta al numeratore e una al denominatore, ne consegue che se il tasso di cambio salirà ci vorranno più dollari per comprare 1 €. Viceversa se il cambio dovesse scendere, ne beneficerebbe il dollaro, portando l’ago della bilancia dalla sua parte.

Ecco perché non è possibile stabilire il valore di una valuta nazionale, se non in relazione con un’altra e visto che il mercato Forex ruota tutto intorno all’economia degli Stati Uniti, i riferimenti si fanno principalmente con il dollaro. Abbiamo anche dei tassi di cambio che non lo coinvolgono direttamente, chiamati cross, come ad esempio EUR/GBP, ma che hanno una fortissima correlazione con le majors di riferimento, in questo caso EUR/USD e GBP/USD.

Un esempio può aiutarci a chiarire meglio le idee: supponiamo che la sterlina si apprezzi nei confronti del dollaro, mentre il tasso di cambio EUR/USD rimane sostanzialmente fermo, per effetto della correlazione appena citata, il valore del cambio EUR/GBP scenderà considerevolmente, favorendo la sterlina e penalizzando l’euro.

Ora che abbiamo visto su che cosa è possibile operare, occupiamoci del come. Le operazioni possibili sono essenzialmente due, vendere o comprare, ma dato che stiamo parlando di uno strumento composto da due elementi, nel momento in cui si compra una valuta, contemporaneamente si vende l’altra: comprare su EUR/USD significa acquistare Euro e vendere Dollari, discorso inverso se invece si opera in vendita (compro euro e vendo dollari). In gergo quando si effettua un’operazione in vendita si dice short, perché si trada con la previsione (o speranza) che il tasso si restringa favorendo la valuta a destra, mentre un acquisto viene detto long, perché si spera in un allungo verso l’alto della quotazione.

Le operazioni possono rimanere aperte per tutto il tempo che si vuole, salvo nel caso di una perdita che azzeri tutto il capitale. In questo caso il broker, prima ci avvertirà che siamo in una situazione critica (margin call) per poi stoppare automaticamente la posizione. Nel caso invece che le cose si mettano bene, nel momento in cui si decide di uscire dal mercato, il profitto guadagnato viene calcolato automaticamente dalla piattaforma. Anzi, il guadagno viene costantemente aggiornato seguendo il movimento del prezzo in tempo reale, prendendo in considerazione il prezzo di entrata e quello attuale. Chiaro no? Compro a 5, se arriva a 7 il mio guadagno sarà stato 2..

Niente di complicato, tranne il fatto che le unità di misura nel Forex sono chiamate pips. In sostanza, un tasso di cambio è composto da 4 cifre decimali (ad eccezioni di quelli che coinvolgono lo Yen dove invece sono 2) e ogni variazione dell’ultimo numero decimale rappresenta un pip.

Tipologie di operatività

Il discorso si fa più complesso, attenzione a non perdersi… Allora, sostanzialmente ci sono tre strade che il trader può adottare; analisi fondamentale, analisi tecnica e mirror trading.

La prima tecnica consiste nel considerare esclusivamente le news economiche, la situazione finanziaria delle nazioni e comprare (o vendere) in previsione di un ipotetico evento che possa portare un profitto. È una strategia molto rischiosa, non adatta a tutti, soprattutto per i piccoli operatori che non hanno accesso alle indiscrezioni del mercato, perché il vero affare si fa quando la notizia non è di pubblico dominio, come si dice nell’ambiente “buy the rumors and sell the news”.

L’analisi tecnica invece è destinata ai comuni mortali, coloro che osservano il grafico, individuando particolari aree dove il prezzo in passato ha mostrato dei movimenti importanti (supporti e resistenze), contando sul fatto che prima o poi “la storia si ripete”. Il mercato è mosso da due forze in contrapposizione tra loro: compratori e venditori. Nel momento in cui prevale una di queste due entità, il prezzo riflette la situazione con una tendenza (trend), rialzista o ribassista. Nel momento in cui ci si trova nei pressi del livello chiave, molti degli operatori a mercato, liquideranno la loro posizione, portando a casa un guadagno, mentre altri entreranno in direzione opposta, convinti che il mercato gli darà ragione. Ecco perché nei pressi dei supporti e delle resistenze, qualcosa di significativo succede sempre.

Inoltre il trader ricerca continuamente particolari configurazioni del prezzo che formano dei modelli da manuale, che corrispondo a segnali operativi, statisticamente con un elevata possibilità di riuscita.

Infine abbiamo il trading automatico, che può essere a sua volta suddiviso in due categorie: copy trading e expert advisor. Nel primo caso, l’utente si affida a traders più esperti copiando le loro operazioni, anche in modalità completamente automatica. Sono molti, infatti, i siti che mettono in comunicazione esperti e dilettanti, predisponendo una piattaforma da collegare al proprio conto (radicato sempre dal broker con cui si è firmato il contratto) e le operazioni vengono trasmesse dal fornitore del servizio e copiate dal server. Gli expert advisors invece sono dei programmi, scritti con un linguaggio proprietario di MetaTrader, la piattaforma più utilizzata dai traders, che eseguono le operazioni automaticamente sulla base delle istruzioni fornite dal programmatore.

Conclusioni

Si dice che il 95% dei traders siano in perdita, anche se non si dovrebbe chiamare “trader” colui che apre un conto con 100 € e si diverte a cliccare sui pulsanti “compra” e “vendi” fino a quando il conto non viene azzerato. Altrettanto vero è il fatto che anche chi prova a svolgere questa professione con serietà non sempre arriva a raggiungere risultanti importanti.

Fare Trading richiede studio, pazienza, strategia, freddezza e soprattutto disciplina, ma intendo dire un livello di comportamento maniacale, che non tutti non sono in grado di ottenere.

Il nostro consiglio è di provare un conto demo, fornito da un qualsiasi broker e cominciare a vedere se la cosa è fattibile. Tenete conto, comunque, un periodo di formazione che non può essere inferiore ai 10-12 mesi, perché nel momento in cui si dovesse scegliere di operare con soldi reali, bisogna essere pronti a gestire qualsiasi situazione; in quel momento ci sarete solo voi e il mercato.

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